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Castello.jpgUn colle, uno sperone roccioso, si staglia maestoso, sembra sbucare magicamente dalla rigogliosa e verde vegetazione sottostante. Sulla sua sommità, poggiata su un enorme masso di arenaria eroso dal vento e dal tempo, spicca una costruzione di notevole bellezza, pare in bilico sull'irto strapiombo, una visione magica e austera, addolcita dalle sue torri tondeggianti stagliate verso il cielo.

 

E' il castello di Roccascalegna, si trova in Abruzzo, nella Valle Del Rio Secco, per la precisione in provincia di Chieti, in un paesino dall'omonimo nome.


Il castello è stato costruito intorno all’XI - XII secolo, ma nel corso degli anni la sua struttura è stata un po' modificata. Oggi si presenta con delle torri semicircolari e una sola torre di forma quadrata, detta anche Torre Normanna; è la più antica e salta subito all'occhio per l'estetica inusuale e spigolosa, caratterizzata anche da feritoie e piccole merlature che ne disegnano la sommità. Detta costruzione è stata realizzata dai Normanni, era usata come torre da difesa, lo dimostra la particolare conformazione delle mura, strategicamente realizzate per questa funzionalità.


Le altre torri sono state costruite più avanti, sono di forma circolare e prive di merlature.
In passato se ne contavano ben quattro, purtroppo ne sono rimaste solo tre, una è crollata nel 1940 a causa dell'incuria in cui è stato lasciato il posto per un certo periodo; si chiamava Torre del Cuore e prendeva il nome da un simbolo a forma di cuore posto su una porta dell'antica costruzione.
Tra le torri sopravvissute all'usura del tempo possiamo ammirare:
La Torre di Guardia, così chiamata perchè usata dai militari dell'epoca per osservare la Valle del Rio Secco.
La Torre del Carcere, invece, era un triste luogo di detenzione.
E' la più inquietante e già guardare la sua scura apertura che anticamente immetteva in quelle segrete fa una strana impressione, è come se si avvertisse tra le sue mura un'antica sofferenza, rimasta indelebile, sopravvissuta al passare dei secoli. Sembra assurdo che delle persone abbiano potuto vivere, resistere anche solo un giorno in un posto simile, umido, dove la luce arriva a malapena!
La Torre Angioina, ha al suo interno un ampio forno, era il luogo adibito alla cottura del pane e degli altri cibi; proprio per questo motivo è chiamata anche Torre del Forno.

 
Il Castello di Roccascalegna nel corso degli anni ha avuto vari occupanti, dai Longobardi, ai Caraffa, ai De Corvis e altri ancora, ma tra tutti quelli che vi hanno soggiornato, il più ricordato è sicuramente il barone Corvo De Corvis, tanto che ai giorni nostri il suo nome è istintivamente associato al castello e alla bizzarra legge Jus Primae Noctis, da lui imposta nel 1646 agli abitanti del paesino di Roccascalegna.

Lo spietato De Corvis per incassare più denaro aveva messo delle tasse altissime a quelle povere persone, che nell'impossibilità di pagare, potevano saldare il debito usufruendo di quello strampalato editto di origini antiche, da lui appositamente reintrodotto, che prevedeva il diritto della prima notte: in poche parole, tutte le ragazze che si sposavano dovevano passare la prima notte con lui!

Questa ingiustizia era accettata passivamente e con dolore dagli abitanti del posto, ma non avendo soldi a sufficienza, si trovavano costretti a sottostare all'abominevole richiesta. La cosa pare sia andata avanti fino a quando un giovane opportunamente vestito da donna si presentò all'appuntamento con il barone al posto della sua futura sposa e lo colpì a morte con un coltello. A ciò sì è aggiunta una leggenda, racconta che da quel giorno l'impronta insanguinata che De Corvis aveva lasciato appoggiandosi al muro sia rimasta indelebile negli anni. Pare anche che in certe notti scure, l'ombra di un corvo si aggiri minacciosa nei dintorni del Castello!


Il barone De Corvis è veramente esistito e la sua legge Jus Primae Noctis era una triste realtà, tuttavia la storia della sua morte è avvolta da un sottile velo di leggenda e purtroppo, il muro con l'antica impronta della sua mano insanguinata è ormai crollato, quindi se quella misteriosa macchia fosse realmente sangue, muffa, ruggine, o altro, non è più possibile verificarlo.


Visitare l'antico maniero di Roccascalegna è sempre una bella esperienza. Periodicamente all'interno del Castello vengono fatte delle mostre, si possono ammirare armature e armi antiche, tra cui una esclusiva riproduzione di un lanciafiamme bizantino.


Roccascalegna si raggiunge facilmente dall'Autostrada A16 con uscita Val Di Sangro, proseguendo poi per la Statale 652.

 

Castello-di-Roccascalegna.jpg

Tag(s) : #Viaggi e Turismo

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