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Atri---jpgOggi voglio parlarvi di una bella cittadina abruzzese, si tratta di Atri. Un nome breve, che racchiude in sé, secoli e secoli di storia, anzi per dirla tutta, le sue origini affondano radici in un passato molto più remoto, addirittura nel X secolo a.C.
Tanti sono stati i popoli che hanno fatto tappa in questo luogo lasciando tracce della loro permanenza, a cominciare dagli illiri, Umbro-Sabellici e Piceni. Anche gli Etruschi e poi i Greci, interagirono attivamente con gli antichi abitanti del posto.
Più avanti, anche Roma ebbe un ruolo molto importante. Atri si conquistò la fiducia dei romani intervenendo in loro aiuto durante le ultime guerre sannitiche e si ritrovò poi a far parte del "Patto Federale degli Stati Latini".
Più tardi fu dichiarata addirittura Colonia Romana.
Da questo momento le tracce romane sono molto presenti sul territorio.
Pare addirittura che la famiglia dell’imperatore romano Elio Adriano fosse originaria di Atri, non per niente, una strada di questa cittadina prende proprio il suo nome, si chiama infatti “Corso Elio Adriano”.

Penso che a questo punto sia doveroso conoscerla un po’ più nel dettaglio, cominciamo allora la nostra escursione virtuale.

Atri si trova in provincia di Teramo, da cui dista 42 Km, a un’altitudine di 444 metri sul livello del mare.
Si può raggiungere attraverso l'autostrada A14, con uscita “Atri-Pineto” o “Pescara Nord”.
Per chi invece preferisce il treno, si può scendere alla stazione Atri-Pineto o Silvi Marina.
Da qui, in entrambi i casi, con più o meno 15 km di auto, pullman o taxi, si arriva ad Atri.

Già sulla strada che dalla pianura porta verso la nostra meta, si può ammirare sempre più il panorama delle colline, e più giù, l'azzurro intenso e bellissimo del mare che si confonde con quello più chiaro del cielo.
Un panorama di pura bellezza si apre a ogni tornante, il verde variegato dei campi coltivati si alterna a quello più spettinato e selvaggio di altri tratti. Macchie colorate formano suggestive vedute, a seconda delle stagioni, si alternano il rosa dei fiori di Pesco, il bianco dei Mandorli in fiore o dei Biancospini, il rosso dei Papaveri, il candore delle copiose infiorescenze di Robinia, che fittamente delimitano la tortuosa ma comoda strada in salita.
Che dire poi dei calanchi, con il loro colore calcareo e l’aspetto selvaggio, danno un tocco quasi lunare a certi dirupi in lontananza. Un’anteprima davvero suggestiva, degna di Atri.

Una volta arrivati in “città”, si comincia a percepire subito un'atmosfera di storia, lo sguardo inizia a spaziare su antiche mura, i passi a calpestare le orme di antichi passi. Si capisce subito che è un posto che ha un qualcosa di speciale e chi ha una sensibilità per l'arte riesce a coglierlo maggiormente.

Come ho già anticipato sopra, Atri è molto antica, abitata fin dall'età dei metalli, come dimostrano i numerosi reperti bronzei e la ricchissima monetazione arcaica.
“L'attuale nome Atri, deriva probabilmente da quelli precedenti di Hatria e Hadria, del periodo successivo alla fondazione della colonia, operata dai Romani subito dopo il 290 a.C. Addirittura scavi archeologici condotti a partire dalla fine del secolo scorso, hanno dato la conferma dell'esistenza di un nucleo abitativo precedente all'occupazione romana. Comunque la città raggiunse il suo massimo splendore in epoca romana, quando divenne un importante centro commerciale. Nel 1251 sorse il Comune Medioevale di Atri. Fece parte in seguito del Ducato di Spoleto, fin quando nel 1395 diventò feudo, a titolo ducale degli Acquaviva, 19 furono i Duchi della dinastia Acquaviva, fino al 1760. Per poi passare al Regno di Napoli, rimase sotto il suo dominio fino al 1860. Inoltre è sede vescovile della Diocesi di Teramo e Atri dal 1251 (anche per questo motivo è ricchissima di antiche chiese)”.


L'attuale forma urbana di Atri è senza dubbio il frutto di stratificazioni edilizie avutesi nelle diverse epoche storiche.

Tra le cose da vedere ci sono:
La Basilica Cattedrale, la cui costruzione risale al 1140, con gli splendidi portali, il rosone, l'alto campanile e all'interno gli affreschi di Andrea De Litio (XV sec.). In questa chiesa si trovano “il Chiostro” con lapidario romano e medioevale e la conserva dell'acqua dell'edificio termale.

Interessante il Museo Capitolare, con le importanti raccolte di antiche maioliche, dipinti, oreficerie, sculture lignee.
Ci sono varie sale d’esposizione e in una di queste si trova una preziosa varietà di “arte tessile sacra”.
Inoltre, di particolare pregio è il “tappeto rosso ricamato in argento”, donato nel 1732 dalla Regina d'Inghilterra al Cardinale Troiano Acquaviva .
In un'altra sala si possono ammirare una serie di vetrine lignee, dove sono esposti dei rari esemplari di "codici miniati e incunaboli", appartenenti all'origine della carta stampata.

In una zona della piazza di questa Basilica Cattedrale, attraverso una pavimentazione fatta di lastre di cristallo, si possono ammirare i resti dell'antica Atri romana, che solo negli anni scorsi degli scavi archeologici hanno riportato alla luce.

Non molto lontano da qui vi è la Chiesa di Santa Reparata, interessante da visitare poiché di stile barocco. Conserva all'interno un baldacchino in legno che fu realizzato da un maestro del posto, tale Carlo Riccioni, che per un certo periodo era stato allievo del famoso Bernini. Questo baldacchino ligneo è particolare, somiglia molto a quello in bronzo che si trova a Roma nella basilica di San Pietro.


Da vedere anche La Chiesa di Sant’Agostino, all'interno conserva numerosi e importanti dipinti, tra cui un affresco, " la Madonna Delle Grazie" di Andrea De Litio!

Percorrendo Via Delle Ripe, dalla quale si può ammirare una suggestiva vista panoramica, si raggiunge la Chiesa di San Domenico, costruita intorno al 1325. D’indubbio interesse storico è l'attigua “Porta”, un antico arco in pietra, dove anticamente era collocata una delle porte che si aprivano nelle mura medioevali.


Atri.jpg

Tag(s) : #Viaggi e Turismo

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